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Comunicato PdR del 28 luglio 2016

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Comunicato PdR del 28 luglio 2016 Banner

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PREMIO DI RISULTATO 2016


COMUNICATO UILPOSTE


La nostra azienda è ad un bivio epocale: infatti si stanno sovrapponendo temi di importanza cruciale per i lavoratori quali il rinnovo del CCNL, l'ulteriore privatizzazione di Poste e i relativi mutamenti degli assetti societari.
Siamo in una fase storica nella quale è fondamentale che le OO.SS sappiano governare gli eventi, e costruire nuove tutele in un mondo che cambia radicalmente. In questo ambito si è inserita la discussione sul Premio di Risultato 2016 che ha condotto la Uilposte a non sottoscrivere l’ennesimo accordo-ponte. Il mutamento di contesto che abbiamo intorno impone, infatti, un’urgente revisione delle forme di redistribuzione della ricchezza prodotta in Poste Italiane.
La riproposizione dei vecchi schemi non basta più: in questa fase cruciale non possiamo perdere l’occasione di dare ai lavoratori un riconoscimento economico più ampio e totalmente nuovo, mettendo in sicurezza il rinnovo stesso del CCNL 2016-2018. Per questo la UILposte ritiene di dover dare un segnale forte e chiaro sull’inadeguatezza degli accordi-ponte non apponendo la propria firma su quello relativo al premio di risultato 2016 . La UILposte ritiene invece che i tempi siano maturi per chiedere:
• Che una parte della somma percepita in modo variabile con il premio di risultato sia inserita invece nell’aumento economico del CCNL, incrementando i minimi tabellari. In questo modo si consolida con certezza l'aumento retributivo dei lavoratori, i quali hanno determinato la costante crescita degli utili aziendali negli ultimi 15 anni e non hanno avuto ancora aumenti contrattuali strutturali ma solo accordi-ponte. Infatti proprio con un accordo-ponte era stato concluso l’ultimo rinnovo contrattuale e così anche gli ultimi due accordi sul premio di risultato, con importi fermi da oltre 4 anni!

• Che la struttura del premio di risultato venga rinnovata radicalmente, adeguandola alla nuova ricchezza prodotta e alle urgenti esigenze di ridistribuirla in modo equo tra i lavoratori. In questo senso l’accordo appena concluso e da noi non sottoscritto non risolve neanche l’annosa questione delle figure professionali, quali “monitoraggi qualità” e tutti quei lavoratori su turni H24, che ancora una volta sono stati esclusi dalla produzione.

• Che sia affidato alla contrattazione territoriale e alle RSU uno specifico ruolo negoziale, che sappia cogliere le specificità del territorio in merito agli obiettivi da raggiungere e ai relativi premi da erogare.

• Che sia avviato un ragionamento sull’inserimento, nel premio di risultato così rivisitato (invece che nel CCNL), delle forme di welfare aziendale quali il fondo sanitario integrativo. In questo modo si beneficerebbe di una completa detassazione e, al contempo, aumenterebbero le risorse da destinare al rinnovo economico del contratto stesso e al salario fisso.

La Uilposte pone alla riflessione di tutto il movimento sindacale queste proposte, affinché si possa intraprendere un nuovo percorso in grado di governare i prossimi cambiamenti!
Roma, 28 luglio 2016

    
La Struttura Nazionale

 

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Comunicato n. 11 trattativa CCNL -24 luglio 2016

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Comunicato n. 11  trattativa CCNL

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COMUNICATO CCNL 20 e 21 LUGLIO

Pur dopo accurate analisi rivolte a temi specifici ed affrontate in via preliminare, quali l’art. 4 sul controllo a distanza dei lavoratori in rapporto ai nuovi mezzi che dovranno essere dati in dotazione a PCL e le conversioni da part time a full time in MP (sui quali vi rimandiamo agli specifici comunicati UILposte), il 20 e 21 luglio sono proseguiti i lavori per il rinnovo CCNL.

Nella Commissione Normativa sono stati concordati tra le parti: la nuova versione della “premessa” al capitolo III del CCNL inerente alla “disciplina del rapporto di lavoro”, l’art. 18 e l’art. 19; è proseguito inoltre il confronto sull’art. 22 (rapporto di lavoro a tempo determinato), che nelle riunioni precedenti era stato lascato in sospeso per eccessiva distanza tra le parti.

Nella Commissione Relazioni Industriali, è proseguita la trattativa sull’istituzione del Fondo Sanitario Integrativo per i dipendenti, la cui elaborazione è in corso di avanzamento.

Commissione Relazioni Industriali: fondo sanitario integrativo per i dipendenti

In merito all’istituzione del fondo sanitario integrativo per i dipendenti, si stanno delineando con maggiore precisione i contorni dell’offerta di integrazione sanitaria di cui potranno beneficiare i lavoratori di poste italiane. Infatti l’azienda ha fornito delle importanti specificazioni attinenti al tenore delle prestazioni, ai costi mensili, alle franchigie e ai massimali, all’istituzione e al ruolo del Comitato Paritetico di Indirizzo e Controllo che permetterà alle rappresentanze dei lavoratori di controllare direttamente le fasi cruciali dell’erogazione della sanità integrativa per i dipendenti di Poste Italiane.

Come specificato nei precedenti comunicati, l’integrazione sanitaria non avrà alcun costo diretto per i lavoratori, l’unico costo attiene all’impiego aziendale di risorse economiche destinate al rinnovo della parte economica del CCNL. Ebbene, nella riunione del 21 luglio l’Azienda ha mostrato alle OO.SS i possibili plafond di prestazioni sanitarie di cui i lavoratori potrebbero beneficiare gratuitamente con un costo contrattuale di 10 euro oppure di 15 euro mensili. L’azienda ci ha dunque mostrato delle “simulazioni di pricing” , mostrandoci due ipotesi di integrazione sanitaria base, come tali espletate nei confronti di tutti i lavoratori: in una prima ipotesi il costo contrattuale impiegherebbe 10 euro mensili, in una seconda ipotesi il costo contrattuale impiegherebbe 15 euro mensili. In entrambi i casi, le ipotesi base potrebbero comprendere prestazioni attinenti a: ricovero in istituto di cura per grandi interventi chirurgici, indennità sostitutiva giornaliera per i grandi interventi chirurgici, diagnostica di alta specializzazione, visite specialistiche ambulatoriali, prestazioni attinenti alla maternità, prestazioni di prevenzione cardiovascolare e oncologica, prestazioni odontoiatriche. Ovviamente le garanzie e i massimali sono diversi a seconda che, a seguito della trattativa, si decida di optare per il contributo base di 10 o 15 euro . Ci è stata inoltre mostrata un’ipotesi plus, come tale facoltativa per i dipendenti che volessero ulteriormente integrare le coperture sanitarie, includendo prestazioni specifiche quali, ad esempio, ottenere una rendita annua pagata per tutta la vita in caso di non autosufficienza, il rimborso dei ticket sanitari per accertamenti diagnostici e di pronto soccorso, ottenere un capitale fisso pagato alla diagnosi di una grave malattia, ottenere un capitale pagato nel caso di decesso da malattia o un infortunio. In merito all’ipotesi base si stanno vagliando le condizioni per estendere al nucleo familiare del dipendente le prestazioni di integrazione sanitaria. Stiamo inoltre valutando quanto concentrarsi su una copertura sanitaria attinente a esigenze quotidiane dei lavoratori e quanto invece lasciare maggiori disponibilità per esigenze eccezionali ma di grande rilevanza e dai costi elevati (quali i grandi interventi chirurgici per gravi patologie). In merito alla costituzione del Comitato Paritetico di Indirizzo e Controllo, per noi fondamentale in un fondo sanitario integrativo per i dipendenti costituito con parte delle somme destinate al rinnovo del CCNL, l’azienda ha specificato che la sua previsione verrà inserita nelle apposite norme del CCNL che già prevedono altri comitati paritetici; oltre a ciò verrà elaborato un apposito accordo tra le parti attinente al fondo sanitario integrativo, il quale disciplinerà nello specifico lo statuto del fondo, il comitato paritetico e il regolamento delle adesioni collettive. Nell’evoluzione dei rapporti economico e sociali, delle strutture aziendali e dei presupposti di rinnovo contrattuale , per la UILposte è fondamentale incentrare il confronto tra le parti sulla futura costituzione di un sistema paritetico diffuso che sappia creare equilibri, sinergie e contrappesi in un mondo che cambia.

Infine la UILposte ha chiesto all'azienda un approfondimento sia tecnico che politico relativo all'articolo 1 comma 184 della legge di stabilità 2016. Infatti tale norma della legge di stabilità 2016 dispone che le somme e i valori di cui all'art. 51 del Testo Unico delle Imposte sui redditi (Tuir) comma 2 e 3 (cioè beni e servizi erogati a favore dei lavoratori) non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente anche nella eventualità che siano fruiti, per scelta del lavoratore stesso, in sostituzione in tutto o in parte delle somme previste per il premio di risultato.

In altri termini, la norma prevede che una volta stabilito il valore del premio di risultato e gli obbiettivi da raggiungere per conseguirlo, il lavoratore ha la facoltà - laddove l'accordo sindacale lo preveda - di scegliere se ricevere il premio in tutto o in parte in prestazioni di welfare (in questo caso la sanità integrativa) beneficiando così della totale detassazione del valore economico delle prestazioni stesse.

Appare perciò evidente che la novità introdotta dalla legge di stabilità 2016, proprio perché potrebbe avere impatti non soltanto con la trattativa del rinnovo ccnl ma anche con la definizione del nuovo premio di risultato 2016, necessita di una seria e ragionata valutazione da parte delle delegazioni trattanti.

Commissione Normativa

Nella Commissione Normativa è stata concordata tra le parti la nuova premessa alla parte normativa del CCNL, l’art. 18 e l’art. 19.

Nella parte attinente la premessa, vengono enunciati gli orientamenti politici aziendali collegati all’esigenza di conciliare il mutamento e l’evoluzione del mercato del lavoro con la sicurezza di adeguati livelli occupazionali ed economico-sociali. In tale parte sono state inseriti due importanti elementi di novità:

-       L’esplicazione del principio per il quale “le parti condividono la comune intenzione di riconoscere ed aderire ai valori ispiratori delle politiche attive del lavoro e delle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro

-       E’ stato raggiunto l’importante obiettivo di enunciare in maniera dettagliata il comportamento dell’Azienda rispetto al principio generale di non discriminazione che, nella sua ampia accezione, deve valere per tutti i lavoratori, fin dal momento dell’assunzione e poi nelle chances legate alle prospettive lavorative future e di crescita professionale. Nella nuova premessa si può infatti leggere a chiare lettere che: “l’Azienda conferma altresì che orienterà i propri comportamenti al rispetto del principio di non discriminazione dei lavoratori, inteso nella sua più ampia accezione. In tal senso, sia nella fase di assunzione che nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, la valutazione delle risorse è effettuata avendo riguardo all’attitudine professionale al ruolo, prescindendo da ogni fatto non rilevante a tali fini e indipendentemente da nazionalità, sesso, razza o origine etnica, opinioni politiche, religiose o sindacali nonché tendenze sessuali. Riconoscendo l’importanza di tali valori, l’Azienda garantisce di improntare ai suddetti principi anche la relazione con l’esterno, facendosene promotrice in tutte le sedi opportune.”

Per l’art. 18 del CCNL, che regolamenta la fattispecie dell’assunzione, abbiamo conseguito l’introduzione di alcuni elementi necessari per migliorare, da parte del lavoratore, la comprensione di concetti relativi all’ingresso in azienda, come la sede di lavoro, la funzione aziendale di assegnazione e la durata dell’eventuale periodo di prova che, in aggiunta agli elementi già previsti dalla formula precedente dell’art. 18, dovranno essere comunicati per iscritto dalla Società al lavoratore all’atto dell’assunzione. In merito al quinto comma dell’art. 18, che disciplina la documentazione che il lavoratore deve presentare ai fini dell’assunzione, siamo riusciti a non attuare la proposta Aziendale di inserire la presentazione del certificato dei carichi pendenti, mantenendo la necessità di consegnare il certificato del casellario giudiziale penale rilasciato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di data non anteriore a tre mesi. In ultimo, nella nuova norma sono state circoscritte e limitate le ipotesi della sostituzione della documentazione da autocertificazione resa ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 45. Le stesse sono state indicate in un elenco tassativo che non ammette deroghe in quanto Poste Italiane S.p.a. non è Pubblica Amministrazione.

Nell’art. 19 del CCNL riguardante il periodo di prova, che ora viene specificato come “eventuale”, è stata mantenuta la quantificazione massima in base al livello inquadramentale che il singolo lavoratore ricoprirà in Azienda: 45 giorni per il livello F, tre mesi per i livelli E D C B, sei mesi per il livello A. E’ stato specificato chiaramente nella norma che per il calcolo dei suddetti periodi si prenderà a riferimento il calendario comune. Per il personale assunto in Azienda con un contratto di lavoro a tempo parziale, lo stesso dovrà garantire un periodo di prova di pari durata a quello previsto per il personale a tempo pieno. Un ulteriore e importante miglioramento ottenuto nell’attuale formulazione della norma è quello relativo all’introduzione nel quarto comma di eventi come la maternità/paternità, indicati a titolo esemplificativo, che, se dovessero verificarsi durante il periodo di prova, giustificherebbero il protrarsi dello stesso per un tempo corrispondente alla durata dell’assenza.

Nel pomeriggio del 21 luglio i lavori della Commissione si sono conclusi con la ripresa del confronto sull’art. 22 del CCNL, inerente il contratto a tempo determinato. La proposta della UILposte è stata quella di inserire un richiamo alla clausola elastica così come prevista e disciplinata nell’art. 23 del CCNL. La nostra argomentazione è basata sulla considerazione che qualora le figure professionali da inserire a tempo determinato in Azienda siano già presenti nell’organico a tempo indeterminato come part-time, quest’ultimi, attraverso la clausola elastica, potrebbero garantire all’azienda una continuità lavorativa di risorse già formate, permettendo al contempo che tali risorse sotto-occupate già presenti in azienda possano integrare il loro reddito; in questo modo si persegue l’obiettivo di stabilizzazione occupazionale e valorizzazione delle risorse umane presenti in azienda, quali principi esplicitati anche nella premessa al capitolo III del CCNL. A tale proposta l’Azienda ha risposto per il momento negativamente; nel prossimo incontro ci verrà tuttavia presentato un testo relativo all’art. 22 che ci riserviamo di vagliare, anche per valutare le modalità di inserimento dei nostri suddetti obiettivi fondamentali, che attengono al perseguimento del lavoro stabile a tempo pieno ed indeterminato quale forma ordinaria e prevalente di lavoro.

I lavori sono aggiornati al 27 e 28 luglio prossimo, non mancheranno, come sempre, gli immediati aggiornamenti UILposte.

Roma, 24 luglio 2016

 

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