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  • Comunicato della riunione CCNL del 26 maggio 2016

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Comunicato della riunione CCNL del 26 maggio 2016

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26 maggio 2016


UILPOSTE

 

 

COMUNICATO RIUNIONE C.C.N.L. DEL 26 MAGGIO 2016

Dopo l’apertura della trattativa sul CCNL, avvenuta la settimana scorsa, il 26 maggio sono proseguiti i lavori. In quella che è stata la prima riunione di vero e proprio confronto operativo tra la delegazione aziendale e le delegazioni sindacali, sono state tracciate le linee metodologiche che guideranno lo svolgimento del negoziato.

E’ stato quindi stabilito che l’operato si svolgerà attraverso la suddivisione delle delegazione trattante in due commissioni di lavoro: la “Commissione Relazioni Industriali” e la “Commissione Normativa”.

La prima tratterà in merito alla parte generale del CCNL (dall’art. 1 all’art. 17), per quanto attiene quindi alla disciplina del sistema di relazioni industriali e dell’esercizio dei diritti sindacali. La seconda tratterà invece in merito alla parte normativa del CCNL (dall’art. 18 all’art. 86), che attiene alla disciplina del rapporto di lavoro in tutte le sue fasi. Resterà poi da trattare la materia del fondo sanitario integrativo, che ha piena cittadinanza nel CCNL e la cui analisi è già in una fase piuttosto avanzata, essendo già stata oggetto di appositi confronti tra Azienda ed OO.SS.

L’Azienda ha sottolineato l’importanza fondamentale della trattativa sul CCNL, quale vero e proprio testo costitutivo, di rilevanza “costituzionale”, per la disciplina del rapporto di lavoro e per la definizione di ruoli, competenze ed assetti politici tra le parti. È stata quindi auspicata una chiusura della trattativa in tempi brevi, affinché i lavoratori abbiano il nuovo CCNL entro l’Estate.

La Uilposte, nel condividere gli aspetti metodologici fissati, la rilevanza costitutiva del CCNL e l’auspicio di una trattativa breve ma efficace, ha però stabilito dei punti fermi imprescindibili:

  1.  In primis la necessità di un confronto urgente e non differibile in merito agli scenari preoccupanti aperti dalla decisione del MEF di privatizzare in toto Poste Italiane. La trattativa CCNL può essere efficace e veloce solo se tra le parti si condividono informazioni, obiettivi e strategie: la perdita del controllo pubblico sull’azienda, a trattativa sul CCNL in corso d’opera, rischia invece di alterare le linee fondanti del confronto (unicità aziendale, assetti societari e di interlocuzione delle parti, piano industriale); per questo abbiamo richiesto urgenti chiarimenti su questo tema che, a questo punto, diventa propedeutico ad ogni altra valutazione. Peraltro, sono fortemente preoccupanti le ultime, ambivalenti dichiarazioni aziendali in vari contesti che, se da un lato valorizzano il principio di unicità aziendale, dall’altro definiscono proficua per il mercato la perdita del controllo statale dell’Azienda.
  2.  La necessità di un confronto sulla riforma del lavoro avvenuta con il Jobs Act, che ha esteso fortemente il potere unilaterale dell’impresa. E’ pertanto inevitabile recepire i rimandi dati dalla legislazione alla contrattazione, configurando dei miglioramenti, delle modifiche migliorative, della disciplina del lavoro. La nostra parola d’ordine sarà mantenere le tutele esistenti e effettuare modifiche migliorative della legge, senza alcun tipo di arretramento sulle tutele.
  3.  La necessità di fondare un nuovo modello di relazioni industriali che sia in grado di dare certezza ed esigibilità agli accordi ma, al contempo, di stabilire giusti contrappesi affinché la dialettica delle parti sia in grado di dare voce al pluralismo di idee ed opinioni dei lavoratori e di chi li rappresenta.
  4.  Abbiamo ribadito il concetto per il quale, nella moderna contrattazione collettiva e in un periodo storico di deflazione, gli aumenti salariali non devono essere legati all’inflazione bensì alla redistribuzione della ricchezza prodotta dai lavoratori contribuendo da un lato ad irrobustire i minimi salariali bloccati in Poste italiane da oltre cinque anni e dall’altro a dare quella fondamentale spinta ai consumi interni tanto necessaria alla crescita del Paese.

L’Azienda ha fatto notare di non avere alcun timore o pregiudizio nel cogliere gli spazi che la normativa sul lavoro rimanda alla contrattazione collettiva (come tale necessariamente migliorativa), seppur in una logica di trattativa fluida, che non conduca a rigidità. Ci è stato inoltre rappresentato che, ferma restando la nostra facoltà di chiedere ulteriori chiarimenti nelle sedi opportune, la decisione del MEF sull’ulteriore privatizzazione di Poste non potrà incidere sulla governance e sul piano industriale quinquennale. Sugli aumenti salariali e la redistribuzione della ricchezza l’Azienda, nell’esprimere disponibilità, ha però sottolineato l’esigenza di concordare a monte un’adeguata ripartizione con le esigenze legate alla partita del premio di risultato.

Sarà nostra premura verificare in corso d’opera i contenuti concreti ed effettivi di tali disponibilità e rassicurazioni, così come sarà nostra premura tenervi costantemente aggiornati sull’evoluzione e i contenuti della trattativa.

I lavori proseguiranno la settimana prossima con l’avvio delle Commissioni.

26 maggio 2016  

                   La Struttura Nazionale

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Comunicato del 26 maggio 2016

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incontro 260516



COMUNICATO UILPOSTE

 

POSTE ITALIANE: E ADESSO COSA SUCCEDE?

 

La decisione del MEF dell'ulteriore processo di privatizzazione di Poste Italiane impone un'urgente riflessione. La modifica degli assetti societari, proprio nel momento di apertura della trattativa CCNL , ha preoccupanti conseguenze:

come muteranno gli interlocutori aziendali? quali ripercussioni sul piano industriale? l'Azienda rimarrà unica ed unita?

Questi e ulteriori interrogativi pesano come macigni sull'intera dinamica di rinnovo contrattuale e riorganizzazione aziendale.

La UILPoste chiede urgenti chiarimenti su questi temi.

 

LA STRUTTURA NAZIONALE

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Comunicato della riunione CCNL del 19 maggio 2016

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CCNL 19 maggio 2016 copia

 

UILPOSTE

 

Roma, 19 maggio 2016

Oggi a Roma si è aperta la trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Un appuntamento fondamentale per i lavoratori di Poste Italiane che aspettavano da ben sei anni l’apertura di un negoziato volto a rinnovare il CCNL in modo strutturale.

Pierpaolo Bombardieri, a nome della UILposte, ha esordito proprio con il precisare quanto l’apertura di una trattativa strutturale non fosse più rimandabile: mai più “una tantum”, perché queste hanno bloccato i minimi tabellari dei lavoratori. Proprio l’aumento dei minimi tabellari è, invece, il primo degli intenti da realizzare. Peraltro, è stato sottolineato quanto, in un contesto sociale ed economico profondamente mutato negli ultimi anni, debba mutare anche il ruolo sindacale e del contratto collettivo nazionale: non più un modello contrattuale che lega gli aumenti economici all’aumento dell’inflazione (peraltro oggi siamo in piena deflazione) bensì un sindacato che svolga una funzione di redistribuzione della ricchezza prodotta dall’azienda, soprattutto per un’azienda che ha avuto rilevanti soddisfazioni in termini di bilanci e produttività, qual è Poste Italiane. Una ricchezza prodotta dall’impegno quotidiano dei lavoratori che, in quanto tale, deve essere ridistribuita ben più equamente.

Sul versante normativo, è stata chiesta con altrettanta chiarezza l’estensione delle tutele e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di Poste Italiane; ma, soprattutto, si è precisato che tali tutele devono essere chiare, scritte in modo comprensibile per tutti e soprattutto esigibili: dove con esigibili si intende applicabili da tutti senza divagazioni interpretative, attuate e conosciute in modo unanime su tutto il territorio, in ogni sua diramazione geografica e funzionale.

Per realizzare questi intenti, con concretezza e nel più breve tempo possibile, è però necessario un sistema di relazioni industriali degno di tale nome. Per questo Pierpaolo Bombardieri ha ancora una volta precisato quanto sia imprescindibile recepire nel rinnovo contrattuale l’accordo interconfederale sulla rappresentanza, affinchè siano chiari e ben definiti i ruoli e i campi di azione della contrattazione aziendale, delle RSU e di tutti i meccanismi di rappresentanza. Senza bisogno di artifici retorici la Uilposte ha espresso chiaramente il principio imprescindibile per il quale: “il sindacato deve fare il sindacato e l’azienda deve fare l’azienda”; solo rispettando questo principio si possono produrre negoziati chiari e seri, senza confusioni di ruoli che non giovano alle esigenze dei lavoratori.

Abbiamo poi ribadito quanto, anche in questo CCNL, non debba essere messa in alcun modo in discussione l’unicità aziendale e la funzione sociale di Poste Italiane.

Allo scopo di favorire quella trasparenza necessaria a una consapevole partecipazione dei lavoratori abbiamo infine proposto che tutta la trattativa sul rinnovo contrattuale sia organizzata in maniera tale da consentire una sorta di diretta streaming nelle varie fasi del confronto.

Per l’azienda, il Dott. Bruschi ha espresso la condivisione del concetto di unicità aziendale e di ruolo sociale di Poste, quale azienda strategica per lo sviluppo del paese. In un mondo che cambia velocemente, il sistema di relazioni industriali, ad avviso aziendale, non deve essere più visto in termini di “controparti” bensì in termini di unicità di intenti, perché il capitale umano e il valore della persona è un valore centrale anche per l’azienda e non solo per il sindacato e ciò delinea una vicinanza di interessi.

Nell’apprezzare tale impostazione teorica da parte aziendale, sarà nostro compito vigilare se tali affermazioni saranno dimostrate sul terreno operativo; il nostro ruolo imprescindibile, nell’ambito negoziale, sarà quello di agire affinchè il ruolo della “persona” quale fulcro delle scelte aziendali non sia una mera teoria bensì una realtà espressa nelle norme del CCNL.

La prossima settimana proseguiranno i lavori e, parallelamente, i nostri puntuali aggiornamenti.

 

                                             La Struttura Nazionale

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