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Comunicato N° 12 trattativa CCNL Del 31 luglio 2016

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Il 27 e 28 luglio sono proseguiti i lavori delle Commissioni per il rinnovo del CCNL.

COMMISSIONE RELAZIONI INDUSTRIALI: FONDO SANITARIO INTEGRATIVO

Nella Commissione Relazioni Industriali prosegue il confronto sul contenuto del Fondo Sanitario Integrativo di cui dovranno beneficiare tutti i lavoratori di Poste Italiane ai quali si applica il CCNL. In merito al plafond delle prestazioni, le OO.SS hanno chiesto di arricchire quelle inerenti alle cure odontoiatriche ed oculistiche nei due pacchetti presentati dall’azienda. Riteniamo, infatti, che le cure odontoiatriche ed oculistiche siano quelle che possano incontrare il maggior bisogno ricorrente dei lavoratori e quindi debbano essere adeguatamente definite ed integrate. L’azienda ha recepito tale proposta unitaria e si è resa disponibile ad affrontare il tema nel merito: alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, infatti, ci presenterà delle apposite proposte atte ad integrare le prestazioni sanitarie odontoiatriche ed oculistiche.

In merito alla governance del Fondo Sanitario Integrativo e alla bilateralità della stessa che, come da accordi avvenuti nelle precedenti riunioni, dovrà coinvolgere le rappresentanze dei lavoratori, l’azienda ci ha presentato un testo, che costituirà un nuovo articolo del CCNL e disciplinerà il comitato paritetico di indirizzo e vigilanza del Fondo Sanitario Integrativo. Pertanto, oltre agli altri organismi paritetici disciplinati dal CCNL, si aggiungerà anche l’apposito comitato paritetico atto a controllare e fornire indirizzi in merito alle fasi cruciali della vita del fondo sanitario integrativo, quali l’erogazione delle prestazioni e il controllo sull’applicazione delle franchigie e dei massimali. Vista l’importanza cruciale di tale disciplina e di tale nuova norma contrattuale, le OO.SS si sono riservate di analizzare con attenzione il testo proposto dall’azienda e di presentare le loro valutazioni e proposte alla ripresa dei lavori, dopo l’interruzione estiva. Per la UILposte resta fondamentale l’intento di costruire, in un mondo che cambia, un adeguato ed efficace sistema di pariteticità all’interno di un’azienda che è in continua evoluzione e che, come tale, deve rapportarsi in modo sempre più avanzato con le rappresentanze dei lavoratori; riteniamo infatti che un moderno sistema di relazioni industriali sia alla base di tutte le grandi aziende del panorama europeo e da qui ripartirà il nostro lavoro nella Commissione Relazioni Industriali. Peraltro, sempre nell’ottica della modernità e della ricerca di nuove e più efficaci forme di tutela, la UILposte ritiene che il Fondo Sanitario Integrativo debba essere inserito in un nuovo e moderno premio di risultato, onde poter beneficiare della detassazione dello stesso e, alleggerendo i costi contrattuali di cui il fondo necessita (10 o 15 euro mensili), aumentare i minimi salariali fissi dei lavoratori di Poste. In merito a ciò, si rimanda all’apposito comunicato diffuso sulla posizione della UILposte riguardo al rinnovo del premio di risultato.

COMMISSIONE NORMATIVA

Nella Commissione Normativa è continuato il confronto tra le parti sull’art. 22 (rapporto di lavoro a tempo determinato) ed è iniziata la trattazione dell’art 26 (contratto di somministrazione a tempo determinato) e della nuova disciplina contrattuale dello “Smart Working”, cosiddetto “lavoro agile”, introdotto dal recente Decreto Legislativo n. 81 del 2015.

Nell’art. 22 del CCNL (rapporto di lavoro a tempo determinato), per la Uilposte è fondamentale che emerga il principio, enunciato in ambito europeo e introdotto nelle varie legislazioni nazionali, secondo il quale i contratti a tempo indeterminato sono e continueranno ad essere la forma comune dei rapporti di lavoro. Pertanto, il contratto a tempo determinato deve avere la caratteristica dell’eccezionalità, intendendolo come un istituto capace di avvicinare le particolari esigenze che potrebbero emergere tra le parti contraenti. Sulla base di questo principio fondamentale, la Uilposte ha più volte sottolineato, fin dall’inizio della trattazione di questo articolo, il rischio di una generalizzata precarizzazione del rapporto di lavoro e la necessità di esprimere adeguate formule atte a far prevalere la stabilità del rapporto di lavoro: ad esempio utilizzando la clausola elastica, e quindi i lavoratori part-time già dipendenti dell’azienda, per le esigenze sostitutive temporanee. Sulla scorta di tali considerazioni, in merito alle quali permane la distanza tra le parti, la trattazione dell’art. 22 è stata nuovamente accantonata per mancanza di accordo e verrà ripresa successivamente.

Si è passati, quindi, alla trattazione dell’art 26 CCNL (contratto di somministrazione a tempo determinato), che consiste nella fattispecie per la quale un’agenzia autorizzata mette a disposizione di un utilizzatore (in questo caso Poste Italiane) uno o più lavoratori suoi dipendenti, i quali per tutta la durata della missione svolgono la propria attività nell’interesse e sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore. L’azienda ci ha presentato in merito un nuovo testo dell’art. 26 che al comma 1 richiama espressamente il D.Lgs. n. 81/2015, il quale ha eliminato definitivamente ogni riferimento alle “ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo”, che nella disciplina legislativa precedente legittimavano il ricorso alla somministrazione e al contratto a termine. In merito a ciò, la Uilposte ritiene, e lo ha chiaramente espresso al tavolo, che l’eliminazione dei suddetti vincoli conduce a un’estremizzazione della flessibilità lavorativa. L’obiettivo della contrattazione collettiva deve essere invece quello di migliorare la legge e pertanto vanno inseriti correttivi atti a promuovere il lavoro stabile e non, viceversa, a potenziare la precarietà. Inoltre, abbiamo effettuato un’operazione di riequilibrio sulla proposta iniziale, effettuata dall’azienda, di escludere le RSU dall’obbligo di informativa sul numero dei contratti di somministrazione effettuati (informativa prevista anche dal nuovo comma III dell’art 26 comma proposto dall’azienda). L’azienda, infatti, a motivo di tale esclusione, poneva l’enorme numero di RSU presenti in Poste Italiane, che renderebbe estremamente complessa l’informativa suddetta. La Uilposte si è fermamente opposta a tale richiesta aziendale, precisando che anche il nuovo Testo Unico sulla rappresentanza, che deve essere recepito nel CCNL, consolida il ruolo delle RSU quali rappresentanze elette dai lavoratori; inoltre l’informazione alle RSU sul numero dei contratti di somministrazione effettuati permette a quest’ultime di contribuire alla realizzazione delle politiche sociali. Si è giunti quindi ad un’efficace mediazione con l’azienda: l’obbligo di informazione alle RSU permane; per conciliare le esigenze di semplificazione, dovranno però essere informate soltanto le RSU della singola unità produttiva coinvolta dall’inserimento di lavoratori con contratto di somministrazione a tempo determinato. Nessun cambiamento in merito alla percentuale in ambito regionale dei lavoratori che potrebbero essere contrattualizzati con la somministrazione a tempo determinato, che rimane fissata nella soglia massima del 6%.

Infine, nella Commissione Normativa le parti hanno iniziato un confronto sulla nuova figura contrattuale dello “smart working”, c.d. “lavoro agile” (da non confondere con la diversa fattispecie del telelavoro): l’azienda ci ha presentato un testo, con la proposta di inserirlo in un apposito nuovo articolo del CCNL. Il nuovo testo proposto definisce il “lavoro agile” quale “forma di lavoro subordinato che consente di eseguire la prestazione lavorativa in parte all’interno dei locali aziendali, in parte all’esterno. Si differenzia dal telelavoro per la prevalenza del lavoro in sede nonché per la mancanza di utilizzo di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali aziendali”. L’interesse di questa nuova forma contrattuale è la possibilità riconosciuta al lavoratore di poter conciliare i tempi di vita con i tempi di lavoro. A questo proposito è chiaro, e lo abbiamo sottolineato al tavolo, che l’applicazione del “lavoro agile” deve avvenire solo su base volontaria e in alcun caso su iniziativa unilaterale dell’azienda. In questa prima fase di confronto, la Uilposte ha sottolineato l’esigenza di porre alcune specificazioni importanti: ad esempio in merito all’identificazione della parte obbligata alla fornitura della strumentazione, alle forme per garantire con chiarezza il rispetto dell’orario di lavoro (evitando un cottimo latente), alle garanzie assicurative del lavoratore e soprattutto alla sicurezza per la parte del lavoro svolta fuori sede. Abbiamo quindi richiesto un testo più corposo e soprattutto più chiaro in merito all’individuazione delle figure professionali alle quali poter applicare la fattispecie del lavoro agile.

 

Le riunioni del 27 e 28 luglio sono state le ultime prima della pausa estiva. I lavori riprenderanno a settembre. In questi due mesi di trattativa sul CCNL la Uilposte ha reso partecipi i lavoratori di ogni passaggio avvenuto nella trattativa contrattuale. Una sorta di “streaming” dei lavori, come fu richiesto all’inaugurazione da parte di Pierpaolo Bombardieri.

La trattativa ha ottenuto delle forme interessanti di mediazione e riequilibrio, sulle quali vi abbiamo costantemente informato; molto lavoro però c’è ancora da fare per avvicinare le posizioni delle parti su alcuni temi, soprattutto in merito alla funzione migliorativa che la contrattazione collettiva deve avere rispetto alla legge e senza la quale il nostro lavoro sarebbe inutile e ridondante. Il nostro compito è invece migliorare le tutele dei lavoratori rispetto alle previsioni legislative, jobs act compreso!

Alla ripresa dei lavori delle Commissioni, torneranno puntuali i nostri aggiornamenti.

Roma, 31 luglio 2016

 

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