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CCNL - Comunicato del 28 giugno 2016

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CCNL 28 maggio 2016

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COMUNICATO CCNL 28 GIUGNO

Il 28 giugno Azienda e OO.SS. si sono nuovamente riuniti per proseguire i lavori di rinnovo CCNL. Come di consueto, il percorso di rinnovo contrattuale è proseguito all’interno delle due Commissioni: Commissione Normativa e Commissione Relazione Industriali; quest’ultima ha però trattato, in questa riunione, non la prima parte del CCNL sui diritti sindacali bensì il tema del Fondo Sanitario Integrativo per i lavoratori di Poste Italiane.

Commissione Normativa

Nella Commissione Normativa si sta trattando il tema dei part-time ex art. 23 CCNL. Un tema sul quale la Uilposte ha da sempre analizzato le molteplici criticità, avanzando in tutte le sedi deputate, finanche con manifestazioni e presidi, proposte di risoluzione e riequilibrio; proposte di risoluzione e riequilibrio che proprio nel testo contrattuale devono trovare un valido punto di sintesi. Al momento, tuttavia, le posizioni rispetto all’azienda si presentano ancora distanti. E’ stato infatti proposto alle OO.SS un’architettura del nuovo testo dell’art. 23 che, a ricezione del jobs act, mira ad aumentare oltremodo la flessibilità; non sono state infatti poste, al momento, adeguate garanzie in merito a quello che è un principio cardine: il lavoro a tempo pieno quale forma principale di lavoro; principio a sostegno del quale la Uilposte chiede che vengano sanciti criteri chiari ed equi per i processi di trasformazione da part-time a full-time. La nostra proposta, infatti, è quella di modificare i criteri di trasformazione PT/FT: eliminare il criterio di priorità costituito dall’adesione alla clausola elastica, (che molteplici ingiustizie e confusione ha creato nelle ultime trasformazioni PT/FT) e sostituirlo con il criterio chiaro, semplice ed equo dell’anzianità di servizio. Su questa proposta, però, l’Azienda si è detta non ancora in grado di fornirci risposte: si è riservata tuttavia di effettuare ulteriori analisi in merito. Attendiamo quindi adeguate risposte sul tema, in quanto per noi fondamentali, soprattutto se si nota che, dall’altro lato, l’azienda è stata invece molto pronta nel presentarci delle richieste atte ad aumentare una c.d. “gestione flessibile del personale”, che dal nostro punto di vista contiene disequilibri nelle tutele e arretramenti nei diritti. E’ stato infatti proposto di aumentare la percentuale massima dei dipendenti part-time che possono essere presenti in azienda (comma VII). Ci è stato chiesto, inoltre, di eliminare il criterio di priorità ex comma IV, in base al quale attualmente l’azienda, prima di procedere a nuove assunzioni a tempo pieno, deve proporre la riconversione in full time ai dipendenti che in passato hanno trasformato il loro rapporto di lavoro da full time a part time. Si discute inoltre di inserire nell’art.23 una disciplina del lavoro supplementare, in base al quale, al pari della clausola elastica, i lavoratori part time potrebbero lavorare oltre la propria prestazione a tempo parziale, con una forma ed una retribuzione diversa dal lavoro straordinario. La Uilposte ha ribadito che il lavoro part-time deve essere, a livello di principi generali, una forma di flessibilità volontaria del lavoratore atta a conciliare i tempi di vita con i tempi di lavoro e non, viceversa, uno strumento per gestire in modo flessibile i lavoratori, con riduzione delle loro tutele. Per questo riteniamo che i dipendenti part time in azienda debbano essere limitati a determinate percentuali e non condividiamo aumenti delle stesse, che non farebbero altro che estendere l’uso indiscriminato del part time. Gli stessi strumenti flessibili (clausole elastiche e lavoro supplementare), sono stati dalla Uilposte sempre sostenuti ma con l’unico obiettivo di permettere al lavoratore part time di incrementare la propria prestazione e quindi la propria retribuzione; tali strumenti, però, non devono essere estesi oltremodo, fino a diventare uno modus per perpetrare la condizione del lavoro a tempo parziale, eludendo il processo di trasformazione in full time e creando una sorta di lavoratore “multiorario”, eternamente disponibile ai dettami flessibili dell’azienda perché eternamente in attesa di uno stipendio pieno. Peraltro, La Uilposte ha ribadito al tavolo l’urgenza, nelle more di nuove trasformazioni in full time, di riattivare la clausola elastica, trattando un progetto presentato in merito dall’azienda ad aprile scorso e in merito al quale si stanno sviluppando dei punti di incontro. Tuttavia, deve essere chiaro che l’architrave per la nuova struttura dell’art. 23 deve essere il lavoro a tempo pieno come forma ordinaria di lavoro.

Dall’altro lato, L’azienda ha anche proposto di intervenire sul comma VIII, che disciplina la condizione di coloro che, invece, hanno voluto trasformare il proprio rapporto da full time a part- time. In questo caso ci è stato proposto di eliminare la proproga tacita del contratto part-time di durata predeterminata, in modo tale che in assenza di espressione specifica delle parti, il rapporto di lavoro tornerà full-time. Nel complesso, quindi, rileviamo un’impostazione aziendale che ci sembra debba valorizzare di più le disponibilità dei lavoratori: se da un lato, infatti, siamo ancora in attesa di adeguati criteri e garanzie per chi vuole trasformare il proprio rapporto di lavoro da part time a full time, dall’altro si tende invece a non avallare la flessibilità laddove richiesta dal lavoratore. Tutto ciò comporta a nostro avviso un’alterazione dei principi cardine del rapporto di lavoro part time, quale forma di lavoro residuale, volta a conciliare i tempi di vita con i tempi di lavoro; un’alterazione che non può trovarci d’accordo e per la quale il percorso di mediazione deve essere ancora sviluppato in modo adeguato. Continueremo quindi la trattativa, fiduciosi di delineare un percorso che sintetizzi le posizioni delle parti e sia idoneo alla garanzia dei principi cardine.

Fondo Sanitario Integrativo

Nella Commissione Relazioni Industriali è stato trattato il tema del Fondo Sanitario Integrativo, che nella piattaforma di rinnovo CCNL costituisce un elemento di sviluppo del welfare aziendale per i lavoratori di Poste Italiane; una parte dell’incremento economico del rinnovo contrattuale potrebbe infatti essere confluito nella costituzione di un fondo sanitario integrativo per i dipendenti. Sono stati definiti i punti imprescindibili che attengono al fondo sanitario integrativo in esame che, a differenza delle assicurazioni a pagamento, si caratterizza soprattutto per la mutualità, cioè l’assenza di selezione all’ingresso: tutti i lavoratori infatti, senza alcun tipo di discriminazione né economica né attinente alla loro condizione di rischio, possono aderire al fondo.

L’azienda ha proposto di costituire tale fondo attraverso la partnership di Poste Vita, vale a dire utilizzando il fondo sanitario già costituito in Poste Vita, già operativo ed iscritto all’Anagrafe dei Fondi del 2015. Infatti, per poter beneficiare dei benefici fiscali attinenti al Fondo è necessario disporre di una struttura che sia già in attività e che sia già iscritta all’apposita Anagrafe. Inoltre la partnership di Poste Vita garantirebbe una certa prossimità con i lavoratori del gruppo, molto utile ai fini della gestione delle prestazioni.

In questa fase iniziale di analisi, in attesa di conoscere il costo complessivo della proposta aziendale e la sua incidenza sugli incrementi salariali dei lavoratori, la Uilposte ha espresso le sue valutazioni in merito alla governance affermando che la struttura di governo del fondo dovrà essere paritetica onde configurare una partecipazione della rappresentanza dei lavoratori alla gestione del fondo collocandolo nel solco della bilateralità e della reciproca responsabilità. Diversamente, infatti, il rischio è che il fondo potrebbe configurarsi come una sorta di semplice operazione commerciale tesa ad allargare i margini di profittabilità di Poste vita s.p.a. che poco avrebbe a che fare con il welfare e il ccnl. Per la Uilposte, infatti, la peculiarità di un fondo sanitario aziendale sta proprio nel fatto che integra e migliora le prestazioni del welfare pubblico senza in alcun modo sostituirsi ad esso evitando perciò tutte le improprie distorsione nel campo della sanità che è e deve restare pubblica. L'azienda, infine, ci ha brevemente illustrato le eventuali prestazioni del fondo suddivise in quattro grandi aree: grandi interventi chirurgici, diagnostica di alta specializzazione, tutela della maternità, prevenzione cardiovascolare-oncologica, tutte prestazioni retribuite se eseguite all’interno delle strutture convenzionate o rimborsabili se eseguite in altre strutture ovviamente nei limiti dei costi stabiliti nel corso del rinnovo contrattuale.

 

I lavori sono stati aggiornati al 7 luglio…come sempre, non mancheremo di aggiornare a nostra volta i lavoratori con gli appositi e consueti comunicati Uilposte

 

Roma, 28 giugno 2016

           

La Struttura Nazionale

 

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