Temi centrali  - Segreteria Nazionale
Consiglio Nazionale della Uilposte del 25 e 26 Settembre
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28/09/2017  | Segreteria Nazionale.  

Temi centrali del Consiglio Nazionale della Uilposte del 25 e 26 Settembre 2017

 

Nell’ambito dei lavori del nostro Consiglio Nazionale tenutosi a Roma il 25 e 26 settembre, si è ampiamente discusso di scottanti problematiche categoriali che  sono ancora in attesa di soluzioni tra le quali, certamente non ultima la situazione di PCL, sulla quale bisognerà urgentemente riprendere il confronto per colmare le tante lacune operative e funzionali derivate dall’introduzione del recapito a giorni alterni. Modello sul quale la Uilposte, fin dal febbraio 2016, con la non sottoscrizione del secondo accordo, ha da sempre espresso forte contrarietà, evidenziando che, laddove applicato, aveva peggiorato la qualità percepita  del servizio da parte dei cittadini e complicato la vita lavorativa degli addetti al settore.

In questo momento, tuttavia, la priorità va data alla firma del Contratto, trattativa che pur in dirittura di arrivo, ha fatto registrare una fase di momentaneo rallentamento, causato da una richiesta aziendale e che ci auguriamo  riprenderà  nei prossimi giorni, per poi arrivare, nel più breve tempo possibile, alla sua positiva conclusione.  

La discussione, nell’ambito dei nostri lavori, ha posto al centro del dibattito anche  un altro tema non certo secondario rispetto a quello contrattuale e che noi riteniamo debba condividerne il percorso arrivando ad una firma congiunta con quella del CCNL.

Ci riferiamo all’ accordo quadro, sulle Politiche Attive del Lavoro che, secondo noi, dovrà segnare una svolta epocale nella nostra aziendae che riteniamo vitale, tanto da averlo definito, come già affermato  in un nostro precedente documento, un quasi rinnovo contrattuale esso stesso!

Su questo tema, quello delle Politiche Attive del lavoro in Poste Italiane, la nostra organizzazione è da sempre impegnata al massimo livello, tanto da averne fatto nel tempo uno dei pilastri fondamentali della propria azione sindacale.

 Il panorama della forza lavoro presente all’interno di Poste Italiane è negli ultimi anni radicalmente mutato, frutto delle unilaterali politiche occupazionali interne messe in atto dall’azienda , quale il massiccio ricorso agli esodi incentivati e il progetto svincolo, che ha attuato una positiva staffetta generazionale, ma nel contempo accresciuto notevolmente l’ingresso di personale par-time nella nostra azienda. La Uilposte non è pregiudizialmente contraria a queste azioni ed ha sicuramente a cuore l’esigenza dei lavoratori prossimi alla pensione di poter uscire dall’azienda e dei tanti giovani disoccupati di poter entrare nel mondo del lavoro, ma proprio perché questi temi hanno una forte valenza e rilevanza sociale, non possono essere lasciati alla unilaterale discrezione aziendale e dovrebbero essere, se ripristinati, inquadrati in un sapiente mix, che sappia contemperare con intelligenza ed equilibrio le varie spinte propulsive presenti in questo delicato scenario, per non ricreare, come nel passato, né fenomeni di disperazione diffusa tra lavoratori esodati rimasti senza stipendio e senza pensione né moltitudini di part-time a vita senza speranza!

Non dobbiamo, quindi, dimenticare queste complesse problematiche e impegnarci al massimo per costruire percorsi idonei a riassorbire le varie forme di precariato presenti in Azienda, magari con interventi programmati e scadenzati nel tempo.

Solo alcuni numeri per delineare l’entità e la gravità del fenomeno:  un esercito di circa 3000/5000 CTD presenti costantemente in azienda, in forza del decreto Poletti, che abolendo la regola della causalità e allungandone la durata complessiva a 36 mesi, ha reso molto appetibile da parte di tutte le aziende, e quindi anche della nostra, non certo immune dalla tentazione della flessibilità a buon mercato per abbassare il costo della forza lavoro.

Teniamo a precisare che sulla durata totale di tali contratti, come Uilposte abbiamo da tempo  sollecitato l’azienda ad allungarne il periodo di fruizione complessivo che da Poste Italiane a differenza di altre aziende,  veniva fissato in 24 mesi,  finalmente oggi questo limite viene ampliato fino a 30 mesi.

Stiamo parlando di un enorme numero di giovani CTD, che nel tempo hanno dato, anche  per lunghi periodi il proprio apporto qualificato all’azienda e che sono in attesa di vedersi riconosciuta la legittima aspettativa di  un consolidamento del proprio rapporto di lavoro in Poste italiane.

 Vi sono, poi, oltre 5000 part-time in attesa di vedersi trasformato in full-time il proprio contratto di lavoro per uscire dalla morsa della precarietà e dare assetti più stabili alla propria vita e a quella delle proprie famiglie. I punti di cui sopra vanno poi  contemperati con altre importanti aspettative presenti in categoria, quella della ricollocazione professionale del personale riveniente da processi riorganizzativi in PCL e che aspira al passaggio in Mercato Privati ( in sportelleria, ormai stremata dalla mancanza di operatori) e quello altrettanto sacrosanto della mobilità volontaria che permetta ai lavoratori di potersi avvicinare a casa o comunque in generale di mobilitarsi a seconda delle proprie esigenze di vita.

Questa una sintesi dei lavori del nostro Consiglio Nazionale animato da un grande e partecipato dibattito all’insegna dell’unità per rendere più forte e incisiva la nostra organizzazione.

Questo in termini di proposte e percorsi il grande lavoro che aspetta al sindacato tutto, con l’assicurazione che noi della Uilposte, come sempre, faremo la nostra parte con impegno e determinazione a difesa del lavoro e dei lavoratori.   

 

Roma, lì 27 settembre 2017    

                                                                                   La Segreteria Nazionale Uilposte

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