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LA FARSA DELLE SCHEDE DI VALUTAZIONE
15/04/2017  | Segreteria Nazionale.  

CON L’UOVO DI PASQUA  LA FARSA, A SORPRESA,  DELLE “ SCHEDE DI VALUTAZIONE”

In Poste Italiane il tempo delle “pagelle” è arrivato e, come ogni anno, porta con sè grandi perplessità e profonde contraddizioni, ovviamente a parte piccoli “paradisi” di Uffici e Centri Postali dove si manifesta il “miracolo” del fortuito senso di giustizia e correttezza del Direttore o  Responsabile. Casi talmente rari da far invidia alla specie dei “Panda”.

Le domande rituali dei lavoratori restano sempre senza risposta: chi ha valutato il “valutatore”?? Con quali criteri?? Con quale “formazione” o bagaglio culturale il “valutatore” si accinge ad emettere un giudizio sul lavoratore?? A cosa serviranno realmente queste schede??In poche parole, quale livello di attendibilità e quali effetti sulla vita del dipendente può avere un simile “giudizio”nel contesto operativo postale?? Può ritenersi questo tipo di valutazione “postale” seria e foriera di qualche positivo risultato per il lavoratore?? NESSUNA RISPOSTA, PERCHE’ SE QUALCUNO RISPONDESSE A QUESTE SEMPLICI DOMANDE POTREMMO PENSARE AD UNA COSA SERIA!!!,

TUTTAVIA, LUNGI DALLA CONDOTTA AZIENDALE ALCUNE RIFLESSIONI IMPORTANTI EMERGONO E, PARADOSSALMENTE,  STANNO TUTTE NELLE DOMANDE POSTE DAI LAVORATORI

La serietà dei lavoratori :  perchè, nel rimanere colpiti dalle frequenti nefandezze o superficialità di giudizio fanno capire che non si sottraggono ad un giudizio sul loro operato, quindi assegnano importanza e serietà al processo di “valutazione”.

Il senso di correttezza e  di giustizia dei lavoratori:  ci terrebbero infatti che a valutare il loro operato fosse un soggetto serio, corretto, imparziale e preparato in grado di far emergere con chiarezza le differenze tra chi si comporta virtuosamente e chi no;

La  serietà e fiducia che i lavoratori ascrivono alla propria Azienda.  Ci terrebbero, infatti, che il loro comportamento positivo fosse riconosciuto ed evidenziato in qualche modo con qualche forma di gratificazione.  

E qui sta il vero nodo, il processo sarebbe “serio” se i  lavoratori potessero riscontrare a seguito di un giudizio corretto ed imparziale un maggior riconoscimento aziendale verso la condotta lavorativa positiva e proficua del lavoratore. Cioè, per i lavoratori, sarebbe “normale” che l’Azienda fosse in grado di distinguere tra il positivo e il negativo. E’ TROPPO PER UN’AZIENDA COME POSTE ITALIANE???  NO!! ANZI DOVREBBE ESSERE  UN FATTO DEL TUTTO NORMALE!! DISILLUSIONE E SFIDUCIA NASCONO INVECE DA CIO’ CHE SI VERIFICA NELLA REALTA’ DEI FATTI E NELLE MODALITA’ VALUTATIVE!!

Anche quest’anno, la redazione delle schede di valutazione ha superato l’immaginazione  e stiamo assistendo alle solite  vicende “para-normali postali” che, in tantissimi casi,  minano ogni senso di fiducia del dipendente verso ’Azienda!!

  • Schede fotocopia di quelle degli anni precedenti, magari stilate nelle  stanze delle Filiali da chi non ha mai visto in faccia il lavoratore;

  • Schede stilate, da non si sa bene chi, riguardanti personale di Uffici dove nel corso del periodo di riferimento si sono alternati diversi Direttori o Responsabili;

  • Schede stilate da Direttori o Responsabili successivamente allontanati o trasferiti per demerito, se non addirittura amorevolmente “esodati”;

  • Schede stilate il cui giudizio contiene  “vendette o ritorsioni” per vari motivi : appartenenza al “sindacato sbagliato”, segnalazioni di violazioni o irregolarità fatte dai lavoratori dell’Ufficio che hanno indisposto il “capo” per “lesa maestà”, mancato senso di “sudditanza” ed accondiscendenza verso il superiore durante l’anno, mancata risposta ad “avances personali”, richieste di L.104/92, richieste di congedi parentali, mancanza di “santi in paradiso” ecc. - a buon intenditore…--.

Stendiamo un velo pietoso poi sulla trasparenza del processo valutativo e sul livello di partecipazione e dialogo concesso all’interessato, cui, se non firma per condivisione la scheda, viene rifiutato persino di averne una copia. Altri, invece più fortunati (nel senso che se ne evitano il dispiacere) vengono a conoscenza indirettamente di schede già redatte a loro insaputa e magari se vogliono consultarle devono farne richiesta espressamente alla Filiale, e qui ci fermiamo!!

ALLORA, SE L’AZIENDA NON E’ IN GRADO, O NON INTENDE,  ASSEGNARE CRISMI DI CORRETTEZZA E TRASPARENZA AL PROCESSO VALUTATIVO RISPARMIATECI QUESTO STANTIO RITUALE IPOCRITA CUI  NESSUNO ORMAI CREDE (SALVO RARISSIME ECCEZIONI) E CHE, LUNGI DAL MOTIVARE IL PERSONALE A “FARE MEGLIO”, NON FA ALTRO CHE AUMENTARE  IL SENSO DI SFIDUCIA DEI LAVORATORI VERSO I RESPONSABILI DI POSTE ITALIANE AD OGNI LIVELLO..!!!


BUONA PASQUA A TUTTI…!!

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