CONFLITTO DI LAVORO SPORTELLERIA VENETO
SLP CISL SLC CGIL UILposte
Segreterie Regionali Veneto
Mestre, 26 gennaio, 2010
Poste Italiane S.p.A.
Resp. Rete Mercato N/E
Dott. R.S. Minicuci
R.U.R.N.E.
Resp. Dott. R. Mazzi
R.U.R.N.E.
R.I. Dott. F. Romeo
Oggetto: apertura conflitto di lavoro per tutto il personale di Mercato Privati operante nell’ambito degli Uffici Postali del Veneto - Richiesta attivazione procedure di raffreddamento e conciliazione sensi art. 18 lett. B del CCNL.
Le scriventi segreterie regionali, stante la situazione di estrema difficoltà nella sportelleria tale da rendere ormai insostenibile il carico di lavoro di ogni singolo addetto ed ufficio, chiedono l’attivazione delle procedure di cui all’art. 18 lett. B – 2 del vigente CCNL per le seguenti motivazioni:
- evidente svuotamento dell’organico a seguito di pensionamenti ed esodi, rispetto alle esigenze della clientela ed alle necessità operative effettive degli uffici in tutte le Filiali del Veneto, con punte gravemente critiche che pregiudicano sia la qualità del servizio che la pertinenza e correttezza delle pratiche lavorative.
- inconsistenti previsioni di sportellizzazioni -neppure sufficienti a reintegrare esodi e pensionamenti nonostante il ripristino del turn over - assolutamente necessarie a garantire l’operatività e la produttività aziendale in un territorio che normalmente viene identificato quale "locomotiva trainante" della economia nazionale, questa logica conferma un’assenza di progettualità aziendale nell’individuare maggiore fruizione di servizi nel Veneto in questa regione che sembra voler abdicare ai competitors e autolimitarsi nella classificazione gestionale.
- Ricorso ad un’organizzazione del lavoro ed a una gestione che esprimono una mancata parità di opportunità di sviluppo per i lavoratori e il lavoro, pregiudicando la possibilità di raggiungere e mantenere i risultati fin qui ottenuti sgretolando la possibilità di occupazione: i lavoratori di questa regione assistono alla cessione di lavorazioni ai competitors, all’immissione di nuovi servizi e specializzazioni non sostenute dalla necessaria e corretta formazione, i colleghi non vengono incentivati con meccanismi equi e trasparenti e suubiscono pressioni per obiettivi diventati oggi quotidiani.
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